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Bosco Martese
A quaranta chilometri da Teramo, al termine della strada che porta nella zona detta del Ceppo, a 1.400 m. di altitudine c'è Bosco Martese. Questa zona, con alle spalle i monti della Laga, si affaccia tra le province di Teramo e di Ascoli Piceno.
E' in questa località che il 25 settembre 1943 viene combattuta la prima battaglia della resistenza italiana.
Dopo l'otto settembre, con la caduta del fascismo, l'esercito italiano è allo sbando, senza coordinamento e con ordini contraddittori.
Molti soldati decidono di smettere la divisa, tanti altri impugnano le armi contro gli ex alleati tedeschi e contro i fascisti.
A Teramo nasce un "comitato insurrezionale" incaricato di costituire gruppi di azione partigiana e di occupare gli uffici pubblici e strategici della città.
Tra il 20 e il 24 settembre gruppi di diversa tendenza politica, militari, antifascisti, giovani meno giovani, si recano -variamente armati- verso il Ceppo. A questi si uniscono soldati di varie nazionalità (slavi, inglesi, canadesi, australiani …) fuggiti dai campi di prigionia delle zone limitrofe, nonché le più organizzate bande partigiane "Rodomonti", "Ammazzalorso" e "Partito d'Azione". La mattina del 25 una colonna motorizzata tedesca avanza verso la zona e cattura sette uomini al mulino de Jacobis presso Torricella Sicura: qualche tempo dopo inizia la battaglia e il comandante tedesco Hartmann fa fucilare i sette, dei quali uno solo si salva fingendosi morto. La battaglia inizia con cannoneggiamenti - che si rivelano prematuri- dal Bosco Martese verso i sottostanti tedeschi, prosegue con scambi di fucileria e lanci di bombe a mano e si conclude verso le tredici con la distruzione di cinque dei 28 camion e la perdita di una cinquantina di tedeschi. Lo stesso maggiore Hartmann viene fatto prigioniero e successivamente fucilato. Il resto della colonna è costretto a ripiegare verso la strada Teramo - Pescara. Il giorno dopo i tedeschi tornano in forze nella zona che però è stata ormai abbandonata dai resistenti che si erano dispersi in bande più piccole decisi a continuare la lotta con un'opera di guerriglia. Per rappresaglia lo stesso 26 vengono fucilati dai tedeschi in località Pascellata, presso Teramo, tre carabinieri e un alpino, mentre il giorno successivo l'azionista Mario Capuani viene prelevato dalla sua casa di Torricella Sicura e ucciso nello stesso posto dove era stato giustiziato Hartmann. Tra i promotori di Bosco Martese vi è anche Ercole Vincenzo Orsini, ucciso a Montorio dai fascisti il 13 dicembre '43 Il duro inverno '43-'44, e soprattutto la successiva primavera, vedono in azione le bande partigiane in ripetuti scontri con i nazi-fascisti e in azioni di sabotaggio fino ad arrivare alla successiva liberazione della zona teramana. |