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La Resistenza
Alle 19.42 dell'8 settembre '43 il generale Badoglio legge il seguente messaggio radiofonico :
La notizia dell'armistizio suscita entusiasmo per la possibile fine della guerra: la fine delle ostilità si rivela però del tutto illusoria. L'imbarco del re ad Ortona e la sua fuga a Brindisi e l'immediata reazione tedesca (i tedeschi avevano giudicato l'armistizio come un gravissimo atto di tradimento da parte dell'Italia verso la Germania) determinano infatti l'applicazione di feroci leggi di guerra e l'inizio di durissimi scontri.
L'esercito italiano si sbanda, senza guida, L'aspetto più vistoso del disfacimento dello Stato italiano fu ovunque lo sbandamento dell'esercito, lasciato senza ordini precisi e senza un solido punto di riferimento. Il 12 settembre Mussolini viene liberato dal Gran Sasso e portato in Germania; in seguito, 18 ottobre egli fonda la Repubblica Sociale Italiana, a cui seguono la ricostituzione del Partito Nazionale Fascista (P.N.F.) col nome di Partito Fascista Repubblicano (P.F.R.) e la Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.). La R.S.I. emana bandi di arruolamento nelle sue file sotto minaccia di durissime sanzioni: questo avviene anche nei campi di prigionia dove sono raccolti oltre 600.000 soldati italiani internati dopo l'armistizio. La prospettiva della liberazione è accompagnata anche da incentivi economici, ma solo una minima parte di prigionieri aderisce, in quanto fedeli al giuramento nei confronti del re, non di Mussolini: "Il giuramento è la solenne promessa innanzi a Dio, che ogni militare fa sul proprio onore entrando nelle file del regio esercito di mantenersi fedele al Re, di osservare lealmente le patrie leggi, e di adempiere a tutti i suoi doveri di disciplina e di servizio finché rimane sotto le bandiere. Il militare che infrange il giuramento, oltre ad incorrere nelle pene stabilite dal Codice penale per l'esercito, si macchia d'infamia e viene in obbrobrio a' suoi compagni d'armi e a' suoi concittadini." Altre prime forme di resistenza avvengono nelle città, dove gruppi di persone, di diverso orientamento politico, si riuniscono per determinare le forme di lotta; piccoli, marginali episodi quali lo strappare i manifesti degli editti dai muri, si accompagnano ad altre iniziative (aiuti in ospedale, soccorso e rifugio per i clandestini ecc.)
La Resistenza abruzzese
In generale, la resistenza abruzzese può dividersi in tre tipologie fondamentali:
Il primo episodio avviene nel teramano, a Bosco Martese, dove, in uno scontro armato con un battaglione di tedeschi , viene catturato lo stesso comandante Hartmann (poi fatto fucilare poiché riconosciuto colpevole di aver trucidato dei civili). Proprio in direzione di Bosco Martese si stava recando dall'Aquila un gruppo di giovani, alcuni dei quali catturati e poi fucilati il 23 settembre: sono noti come i Nove martiri aquilani. L'Abruzzo si trova coinvolto in pieno nella lotta in quanto area strategica per la difesa nazista voluta dal generale Kesselring, e per l'attacco alleato. L'armata di Montgomery rimane inchiodata sul Sangro, parte integrante della linea di difesa tedesca Gustav (che va dal Garigliano alla zona di Ortona). In questa zona si susseguono scontri terribili, come la tremenda e drammatica battaglia di Ortona (non a caso definita la Stalingrado d'Italia). A Lanciano la popolazione si rivolta: questo fatto costituisce la più importante delle ribellioni comunitarie, l'unica che avviene in una città ed in forma di scontro aperto. La repressione nazi-fascista non si fa attendere ed è sanguinosa: si susseguono i processi e le esecuzioni sommarie. La pressione tedesca sulla popolazione si esprime in una crudeltà che ha il suo punto più atroce nel novembre del 1943 a Pietransieri, con l'uccisione di 123 abitanti, ed a Gessopalena con oltre 38 uccisioni. L' opposizione comunitaria ai nazisti avviene anche aiutando i prigionieri di guerra a nascondersi oppure a fuggire. Le stesse origini della Brigata della Maiella si legano a questo spirito comunitario, al rancore dei montanari verso le violenze compiute dai tedeschi i quali lungo la linea Gustav attuano ogni sorta di razzia. La Brigata della Maiella rifiuta di essere inquadratane nell'esercito badogliano e riesce a farsi accogliere nelle file dell'esercito alleato. La Maiella, insomma, scegliendo di operare tra le file degli alleati, riesce a sottrarsi alla "svolta di Salerno" cioè all'accordo con la monarchia. Essa è la prima a liberare Bologna e risale il fronte sino al nord: per questob è l'unica brigata partigiana decorata con la medaglia d'oro al valor militare. Diversamente accade per le bande locali. Contemporaneamente come d'improvviso la gran parte della popolazione abruzzese vede emergere quasi dal nulla schiere di gruppi partigiani in una quantità non prevedibile. Alcuni dei gruppi armati sono di dubbia provenienza: si aggirano nelle zone liberate degli alleati spesso accompagnati da una aggressività spietata che determina brutali regolamenti di conti dietro ai quali si celano spesso rancori personali come accade a Cermignano dove vengono assassinati un impiegato comunale e il direttore del consorzio agrario. A parte questi episodi marginali, occorre rimarcare l'importante azione dei vari gruppi di partigiani alle cui redini c'erano esperti di vera guerriglia, come il maggiore serbo Mattiasevic. A l'Aquila episodi di resistenza e ribellione come quello dei Nove Martiri sono sporadici, anzi unici. La città non mostra spirito di ribellione aperta. Per iniziativa di ex-militari all'inizio del 1944, si costituisce una piccola formazione di partigiani (la banda "Giovanni Di Vincenzo"), operante tra Arischia fino a Barisciano. Sul territorio di Lucoli, Tornimparte, Campo Felice è presente la banda della "Duchessa". L'azione partigiana si accompagna alle faticose vittorie dell'armata alleata: a costo di centinaia di morti tra la popolazione e i militari, vengono man mano liberate le città: 13 giugno 1944. |